In questa serie di lavori, eseguiti agli inizi del nuovo millennio, rielaboravo immagini per lo più veicolate dai media, applicando un procedimento di scomposizione, di analisi, di manipolazione rituale: piegature, ritagli, interventi di colore trasformavano il segno in una texture, così da ottenere una serie di frammenti poi ricomposti in una sintesi finale.
Di fronte agli sconvolgimenti della politica sentivo soltanto l'urgenza di riflettere e, pertanto, tentavo di conciliare etica ed estetica, attualità e linguaggio formale. Il contenuto restava apparentemente nascosto dalla logica del segno e del colore. Perché l'evidenza molto spesso inganna, portandoci sulla strada dell'opinione e del consenso; mentre il distacco dal reale che si compie attraverso l'arte ci permette di scorgere ciò che in realtà è evidente.