Cercavo un segno in grado di interpretare l’uomo e la società, capace di conciliare etica ed estetica a prescindere da contenuti specifici che appartengono al dibattito delle idee della politica. Ho cominciato a costruire, inizialmente soltanto con del fragilissimo cartone, dei lunghi intrecci ad imitazione di un filo spinato, una delle invenzioni tecnologiche moderne più terrificanti: tecnologia elementare ma efficace, forse insuperabile considerato il rapporto qualità-prezzo.
Il risultato è una tessitura leggera e innocua, che dopo il primo impatto pare il frutto di una germinazione naturale più che filo spinato. Una finzione aerea che si presta al chiaroscuro, all'equilibrio dei valori luminosi nel dipanarsi ritmico e ipnotico dell’intreccio, dove i filamenti sembrano indicare un codice cifrato, forse il codice genetico della natura umana.
La finzione operata dall'arte, poi, sviluppa un linguaggio formale articolato compiendo quel distacco dal reale indispensabile perchè possiamo portare il nostro sguardo in profondità, verso un'autentica e profonda comprensione del mondo.