La struttura in cartone è appesa in alto, si confonde con la superficie delle pareti scabra, irregolare.
Lontano ricordo di trincea, proietta ombre sulla successione orizzontale dei disegni, in realtà elaborazioni digitali di immagini fotografiche della medesima struttura: finzione di un linguaggio specifico fondato sulla tradizione, l’arte, ad interrogarci sul suo effettivo ruolo sociale nel contesto moderno.
Al confine orizzontale si contrappone una costruzione verticale costituita da moduli formati da mezze unità cubiche, sovrapposti a formare una sorta di menhir, metafora dello sforzo collettivo necessario per costruire un mondo di pace e di autentici valori spirituali.
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