
Ispirato ai quattro elementi naturali (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), il video è composto dalla successione di sei episodi in cui le immagini, generate elettronicamente, simulano il mondo naturale, e viceversa. Tale processo di sintesi, volutamente percepibile, contribuisce a quel processo di trasfigurazione del reale che ci invita a portare lo sguardo in profondità, oltre l'evidenza. Le sequenze sono accompagnate dalla musica, lineare e ipnotica, suonata con l'ausilio dei sintetizzatori. Vitale come la parola, le quattro parole che danno il titolo ai quattro episodi centrali.
Prologo. Un gorgo alla rovescia, un moto centrifugo dal quale scaturiscono immagini dell'11 settembre, documentarie ma anche ricche di retorica del dolore e della commozione.
Ruah. È lo spirito, il soffio vitale che ci rende partecipi di quella grandezza che esiste da sempre.
Chan. Una lunga cascata viene osservata partendo dall'alto, scendendo con l'inquadratura, in un'unica sequenza. La cascata, ch'an, nel buddismo designa la caducità opposta all'immutabilità poiché, al persistere della forma, varia continuamente la sostanza.
Virtual machine. Come in un videogioco, è la simulazione di un viaggio attraverso il deserto di un paesaggio irreale.
Brahma. "Brahma è identico al fuoco" dice la gita. Principio Supremo del Cosmo, risiede nel cuore dell'uomo. Il continuo variare della fiamma, la ripetizione degli accordi di pianoforte alludono alla dimensione mistica dell'esistenza.
Epilogo. è un viaggio nell'universo, tra la danza degli astri e delle galassie, in cui ad un certo momento si incontra un pianeta rosso dalle geografie di filo spinato, per poi ripartire, ancora una volta, di nuovo nello spazio.