Una fragile struttura di cartone di lunghezza variabile viene posizionata nello spazio espositivo.
Pensata in stretta relazione con l’ambiente che la ospita, si sviluppa dando origine a disegni sempre diversi, si distende nello spazio senza disperdersi, vi si articola seguendo una sua logica interna a dichiarare una spasmodica ricerca di unità e di senso.
Chiarezza apollinea e succedersi ritmico, dionisiaco, ipnotico della tessitura rituale, della musica silenziosa che l’accompagna.
· Forma sensibile, Machè (maggio 2006)