In uno spazio rettangolare sono posizionati sei elementi cilindrici alla distanza di circa un metro l'uno dall'altro, allineati in due file convergenti a suggerire un'ipotetica profondità prospettica: lo spazio architettonico, di cui le sei unità sembrano essere colonne, è inserito nel mondo ma, allo stesso tempo, sembra offrirci un punto di vista, una collocazione, un orientamento. Spazio sacro e spazio reale al medesimo tempo, perché l'arte rappresenta, in sintesi, uno sguardo sul mondo, dove il nostro sguardo incontra quello dell'altro, in una dimensione di eternità.
Dai sei cilindri fuoriesce il codice. Germinazione naturale, scaturisce dalla terra ma per rivelare subito l'artificio, in questo caso sorprendentemente giocoso e ludico, forse perché la profondità dei valori più alti può essere colta realmente soltanto nella naturale semplicità dei rapporti interpersonali.